Agrandir la taille le texteTaille normale du texteDiminuer la taille du texte

Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Assemblea Nazionale degli Estimatori della Canapa

Assemblea Nazionale degli Estimatori della Canapa, 28 gennaio 2007
- VAG61 via Paolo Fabbri 110 Bologna

LA CANAPA
- Documento con la sintesi del dibattito, analisi, proposte, iniziative concrete

In un clima disteso e fraterno si è svolta la seconda Assemblea Nazionale degli Estimatori della Canapa. Inizialmente, dalle 10 del mattino, è stato fatto un giro di presentazioni e ogni partecipante ha potuto proporre temi all’ordine del giorno.

Solo circa 30 persone hanno usufruito di questo incontro tra estimatori, ma il grado di consapevolezza riguardante la canapa era a livelli universitari. Produttori di canapa tessile, agricoltori, produttori di vestiti in canapa, liberi pensatori, organizzatori di “Cannabis Tipo Forte”, persone contrarie al proibizionismo, ragazzi di alcuni centri sociali, Associazioni Pro-canapa, Chandana e altri, hanno composto la variegata assemblea che si è protratta quasi ininterrottamente fino alle 22.00, dopo 11 ore di discussioni basate principalmente sullo scambio di informazioni.

La discussione è quindi proseguita affrontando uno per uno i seguenti temi:

- 1. Storia della canapa e del proibizionismo
- 2. La situazione politica italiana
- 3. Le nostre proposte:
- 3.1 La canapa come risorsa ecologica ed economica per uno sviluppo eco-compatibile
- 3.2 L’autocoltivazione per uso personale e il divieto della pubblicità di qualsiasi sostanza come strumenti di riduzione “dei danni”
- 4. Il movimento degli estimatori della canapa:
- 4.1 Orgoglio cannabista e informazione
- 4.2 Formazione di una rete nazionale
- 4.2.1 La rete su internet
- 4.2.2 La rete reale
- 4.2.3 Organizzazione e proposte concrete
- 4.3 Mappare l’esistente
- 4.4 Iniziative sui sindaci

1.Storia della canapa e del proibizionismo

L’uomo utilizza la canapa da sempre per mangiarne i semi (oli, farine, mangimi per animali...) e produrre tessuti, carta, corde, reti, sacchi, guarnizioni, scarpe, carburanti, vernici, lubrificanti, materiali da costruzione, contenitori, pannelli isolanti... Le cime fiorite della pianta femmina, inoltre, contengono una particolare resina ricca di fitocannabinoidi con effetti psicoattivi e virtù terapeutiche, il più noto dei quali è il THC (delta 9 tetraidrocannabinolo).

Negli Stati Uniti d’America del 1937 è iniziata, con l’approvazione del “Marijuana Tax Act”, la storia del proibizionismo di questa pianta per volontà di alcuni uomini politici sostenuti da giornali, banche e industrie della carta, del petrolio, delle fibre sintetiche e dei farmaci.

Fra i più attivi in questa battaglia: Harry Anslinger, capo del Federal Bureau of Narcotics, l’editore William Randolph Hearst, Andrew Mellon, banchiere e petroliere (già ministro del Tesoro) e la famiglia Dupont, interessata a piazzare sul mercato il nylon e le altre fibre sintetiche.

Aver utilizzato il termine “marijuana” e non “hemp” (il nome inglese della canapa) fu un trucco per tenere all’oscuro opinione pubblica e senatori sul vero obiettivo della legge. All’epoca nessuno sapeva che “hemp” e “marijuana” erano la stessa cosa. I proibizionisti, 4 anni dopo il ritorno dell’alcol alla legalità, avevano bisogno di un nuovo capro espiatorio, di una nuova fonte di finanziamento per le mafie, di uno strumento formidabile per dare spazio ai sentimenti razzisti nei confronti degli ispano-americani (il nomignolo “marijuana” veniva usato nello stato di Sonora, in Messico) e, non da ultimo, avevano bisogno di eliminare un pericoloso concorrente all’industria chimica e del petrolio che in quegli anni erano in forte espansione. Sostituire la canapa con i derivati del petrolio significava permettere fortissime concentrazioni di capitali: la canapa può essere prodotta da tutti, il petrolio no.

Per contestualizzare maggiormente le vicende di quegli anni occorre ricordare che era passato poco più di un quarantennio dall’abolizione dello schiavismo e che l’estrema destra americana, vicina al Ku Klux Klan, aveva sostenuto la nascita del nazismo. Hitler stesso si ispirava alla politica americana di ghettizzazione e sterminio dei nativi americani nel progettare lager e zone di confino.
- I giornali scandalistici della Hearst Company vendevano milioni di copie e furono determinanti nella campagna di disinformazione contro la “marijuana”, e questo in quegli anni ’30 in cui Hearst percepiva finanziamenti da Paul Joseph Goebbels, il responsabile della propaganda nazista, per sdoganare la figura di Hitler sulla stampa americana.

Da allora, principalmente attraverso l’ ONU (Convenzione unica sugli stupefacenti, 1961), le leggi proibizioniste sulla canapa si sono diffuse in tutto il mondo. Vi sono Paesi che prevedono addirittura la pena di morte. Fortunatamente esistono realtà come quella olandese, in cui il proibizionismo della canapa è stato superato con evidenti benefici per tutti.
- Si stanno inoltre moltiplicando le iniziative per un utilizzo terapeutico della pianta, attraverso un progressivo processo di legalizzazione. Nonostante questi risultati positivi siamo però ancora lontani dal ricondurre nella normalità la canapa in Italia, in Europa e in tutto il mondo.

Partendo da queste considerazioni si è convenuto di dar vita ad un movimento stabile e visibile per la sua normalizzazione.

2.La situazione politica

In questi anni in Italia i movimenti hanno subìto gravi sconfitte. Il pacifismo è un esempio, ma all’antiproibizionismo non è toccata una sorte migliore. Cinque anni di governo del centro sinistra, poi cinque del centrodestra e ora di nuovo centrosinistra, ma la situazione è andata peggiorando. Oggi è in vigore una legge sulle droghe peggiore di quella modificata dal referendum del 1993, il quale è stato cancellato, con un colpo di spugna, dal decreto Berlusconi-Fini-Giovanardi nella primavera del 2006.

La maggioranza politica di centro-sinistra, attualmente al governo, ha fissato nel proprio programma i seguenti impegni:
- una giustizia penale uguale per tutti
- la garanzia di un rigoroso rispetto dell’inviolabilità della libertà personale
- l’incentivo di programmi di cura delle tossicodipendenze al di fuori delle strutture detentive
- l’abolizione delle sanzioni amministrative per chi detiene sostanze stupefacenti per uso personale

La situazione sembrerebbe risolta, ma il tempo sta passando e poco o nulla viene fatto. Gli impegni assunti nel programma non sono ancora stati mantenuti, si perde tempo e intanto continua l’assurda repressione nei confronti degli estimatori della canapa.

Il raddoppio della quantità massima detenibile effettuato dal decreto Turco non affronta infatti la questione del mercato nero e della possibilità di autocoltivare canapa per uso personale. Il decreto Turco sdogana inoltre (seppur raddoppiandola) il concetto di quantità massima detenibile, il che è come avvallare il ritorno alla “dose media giornaliera” abrogata dal referendum del ’93.

È sorprendente che nessuno parli di incostituzionalità del decreto Berlusconi- Fini-Giovanardi, dal momento che annulla e ribalta il risultato di un referendum popolare. E’ ingiustificato il fatto che non sia ancora stato abrogato. Questo è molto grave.

La situazione odierna è dunque così riassumibile:

- il verdetto popolare del referendum ’93 non è stato rispettato
- il programma del governo attualmente in carica non è ancora stato attuato
- lampanti ingiustizie vedono come protagonisti “famosi e potenti” cocainomani liberi di espatriare o di tornare tranquillamente alle loro attività
- almeno 1/3 dei parlamentari consuma abitualmente sostanze vietate
- gli estimatori della canapa, rei di coltivare una pianta per aver deciso di non dare soldi alle mafie, subiscono regolari persecuzioni
- le mafie prosperano e le sostanze che mettono in circolazione sul mercato nero sono fuori controllo.

L’assemblea si è espressa molto chiaramente sulla necessità di pensare a nuove forme di iniziativa che non diano luogo a scontri ma ricerchino e propongano chiavi di lettura diverse affrontando la questione a partire da una vera evoluzione culturale. Non possiamo stare ad aspettare che qualcuno decida per noi: occorre che i milioni di cittadini che vogliono far tornare la canapa nella normalità abbiano voce.

I governanti sono molto interessati al loro posto e noi dobbiamo essere in grado di far pesare, nelle loro scelte politiche, le nostre proposte e il nostro voto.

Occorre respingere ogni interferenza Vaticana, rivendicando la natura laica e di reciproca tolleranza della politica e ricordando ai cattolici che l’alcol contenuto nel vino da messa è una droga pesante, responsabile di milioni di morti, che viene tranquillamente pubblicizzata senza scandalo per nessuno.

In questo governo ci sono alcuni che sembrano muoversi nella nostra direzione, come il ministro Paolo Ferrero (il primo ad aver detto qualcosa di chiaro sul rapporto tra canapa e droghe legali e sul rapporto fra pericolosità delle sostanze e proibizione...) e questo ci lascia qualche speranza. Però non bisogna rischiare di cadere nella fiducia cieca, né delegare aspettando che vengano a darci qualche contentino. Ma se non ci interpellano è anche perché non abbiamo nessuno che ci rappresenti, non siamo visibili.

3.Le nostre proposte:

3.1 La canapa come risorsa ecologica ed economica per uno sviluppo eco-compatibile

L’urgenza condivisa da tutti è che la canapa TORNI SUI CAMPI ITALIANI, con tutti i vantaggi che ne possono derivare. Si è rilevato che manca una vera e propria filiera che consenta agli agricoltori di piazzare sul mercato la canapa prodotta: allo stato attuale delle cose infatti mancano stabilimenti per la trasformazione; per un industriale, inoltre, è praticamente impossibile trovare filati, carta o altri derivati della canapa per poterli inserire nel ciclo produttivo. Infine, servirebbero microfiliere per la lavorazione della canapa che creino reddito per i piccoli contadini: oggi solo i grandi proprietari terrieri possono permettersi di coltivarla, e i beni che ne derivano sono quasi unicamente di lusso. La soluzione è quella di informare e interessare gli imprenditori e investitori più attenti.

La canapa è stata bandita e vessata perché la diffusione di altri materiali - sintetici e non - ha lasciato intravedere nuovi e più lauti guadagni. Ma la situazione è cambiata: il petrolio si sta esaurendo; la liberalizzazione di questa pianta, oggi, potrebbe essere addirittura più vantaggiosa della sua proibizione e, nel ritrovato business della canapa, un imprenditore attento sicuramente potrebbe vedere nuovi e più sani guadagni. Questo determinerebbe una vasta diffusione dei campi di canapa, e farebbe tornare "normale" una pianta che è stata per troppo tempo demonizzata e sradicata criminalmente dalla terra e che invece è fondamentale per la salute di quest’ultima. Ha infatti proprietà disinquinanti, e già alcune aziende pensano di coltivarla nei terreni adiacenti ai loro stabilimenti per purificarli dall’inquinamento che esse stesse hanno prodotto.

Con la canapa si possono produrre un sacco di prodotti e potrebbe essere molto conveniente coltivarla, ma bisogna sostenere con incentivi governativi i contadini che oggi hanno problemi di commercializzazione, di macchine per il raccolto, di costi di trasporto o di lavorazione. Ma si tratta di una grande risorsa per il rilancio della nostra agricoltura, e comincia a prendere forma, in varie regioni italiane, un movimento contadino interessato al discorso.

Gli usi di questa pianta sono moltissimi: i vecchi canapicoltori, quelli che in passato hanno fatto in tempo a vederne campi interi, dicevano che è come il maiale della natura: non si butta via niente! Semi, foglie, fibra, cellulosa, tronco: ognuna di queste parti è utilizzabile in più modi, offrendo una quantità infinita di opportunità di applicazione. Inoltre è una pianta estremamente resistente, e i semi da semina hanno costi sostenibili.

Inoltre, le modificazioni climatiche che cominciano pesantemente a far sentire i loro effetti sulla salute del pianeta e di chi ci vive ci indicano una soluzione chiara: bisogna rispettare la natura. La canapa è una delle tante strade.

3.2 L’autocoltivazione per uso personale e il divieto della pubblicità di qualsiasi sostanza come strumenti di riduzione “dei danni”

In questo scenario non possiamo dimenticare che la canapa produce anche sostanze psicoattive che sono vietate. Coltivarla senza autorizzazione può costare oggi da 6 a 20 anni di carcere.

Oggi in Italia vi sono svariati milioni di cittadini che consumano canapa o suoi derivati contenenti fitocannabinoidi. Queste persone devono rivolgersi quotidianamente al mercato nero per acquistare piccole quantità a prezzi esorbitanti e con forti rischi di incontrare sostanze inquinate e quindi dannose. Il consumo viene punito con sanzioni amministrative pesantissime, alle quali si aggiungono il rischio di perdita della patria potestà e del posto di lavoro, discriminazioni per gli sportivi, il divieto di donare sangue... L’acquisto di piccole quantità non è reato ma la vendita sì. La coltivazione, anche di poche piante, è considerata spaccio ed è quindi molto più rischiosa del semplice acquisto quotidiano. Ciò determina un proliferare del piccolo spaccio e della microcriminalità. Gli spacciatori da strada inoltre possono, stando nella dose massima consentita dal decreto Berlusconi-Fini-Giovanardi e vendendo a prezzi sempre più bassi, guadagnare molto più denaro smerciando eroina, cocaina o droghe chimiche piuttosto che canapa (più profumata, voluminosa ed economica).
- Come ha denunciato anche il Ministro dell’interno G. Amato in questi giorni, questa situazione sta portando sempre più persone (soprattutto giovani) a consumare, spesso inconsapevolmente, droghe pesanti, perché disinformate su quali rischi possono incontrare.

I fitocannabinoidi sono sostanze molto meno pericolose delle principali droghe legali e illegali, sono conosciute e consumate da millenni e su questi argomenti esiste una amplissima bibliografia e documentazione scientifica.

Il ritorno alla legalità porterebbe un sensibile distacco dei consumatori di canapa dagli ambienti criminali, riducendo drasticamente i danni collegati all’ attuale circolo vizioso proibizionista. La possibilità dell’autocoltivazione, inoltre, sottrarrebbe un’enorme quantità di denaro alle mafie per reinserirla nell’economia legale.

Ricordiamoci poi che il mercato nero offre, sempre per i soliti motivi di guadagno ad ogni costo, un prodotto dalla qualità pessima, a volte malconservato o addizionata a paraffina, hennè e altre sostanze, che sono realmente nocive per l’apparato polmonare e la salute di chi le inala e che nessuno si preoccupa di controllare.

Anche da questo si intuisce che lo spirito del proibizionismo non agisce per motivi di salute pubblica!

Crediamo sia tornato il momento di restituire alla natura questo bene prezioso.

L’Assemblea Nazionale degli Estimatori della Canapa ha individuato pertanto le seguenti proposte:

- 1) Reintroduzione a pieno titolo della canapa nell’agricoltura del nostro Paese.
- 2) Libertà per ogni cittadino di coltivarla per uso personale.
- 3) Abolizione di tutte le sanzioni amministrative. Il divieto di espatrio per i consumatori è una norma che si basa su principi giuridici di tipo feudale. Per ciò che riguarda il ritiro della patente, la questione deve essere chiarita. Innanzitutto non può esserci il ritiro della patente se non si è alla guida di un mezzo. Inoltre, occorre che la legge consideri che il periodo di efficacia del THC è molto inferiore al periodo di rintracciabilità della sostanza nel corpo. Alcune ore di effetto, nel migliore dei casi, e permanenza di tracce della sostanza nel corpo anche per settimane.
- 4) Superamento di qualsiasi discriminazione sul posto di lavoro per i consumatori di canapa. Moltissimi lavoratori hanno perso il posto di lavoro solo perché in altri contesti, lontani dal lavoro, venivano arrestati o “amministrativamente puniti” per il possesso di qualche piantina o di piccole quantità per uso personale. Le categorie più punite sono coloro che usano la patente, anche solo per recarsi al luogo di lavoro, o il passaporto, il porto d’ armi, ecc. Ma anche coloro che sono a contatto con l’infanzia o nelle forze di polizia. In questi casi non viene punita la negligenza sul lavoro, ma comportamenti individuali assimilabili per gravità a chi ha una cantina piena di buon vino.
- 5) Non presumibilità del reato di spaccio. Non si può condannare per spaccio basandosi solo sulla presunzione del reato indotta dalla detenzione della sostanza e non sulla prova.
- 6) Educazione ad un uso consapevole delle sostanze - Superamento graduale di ogni forma di mercato nero - Divieto di pubblicizzare qualsiasi sostanza psicoattiva, legale o illegale che sia. Occorre eliminare ogni tipo di incentivo al consumo e sottrarre l’uso delle sostanze alle logiche del consumismo. L’abolizione della pubblicità dell’alcol (come già avviene in Italia per il tabacco) non può essere che vantaggiosa, perché non danneggia i produttori artigianali - che non hanno bisogno di pubblicità per vendere il loro vino - ma le grandi aziende che inventano bevande alcoliche di ogni tipo sempre nuove e per ogni pubblico, dai più giovani ai più anziani.
- 7) Diritto dei consumatori ad una corretta informazione sulla canapa e su tutte le sostanze, un’informazione che sia laica e responsabile, priva di pregiudizi e di condizionamenti moralistici. Chiediamo anche che, quando si discute e si legifera in tema di canapa, vengano interpellati, oltre agli “esperti” ufficiali, anche i diretti interessati: coltivatori, consumatori, estimatori e coloro che posseggono una conoscenza pratica della pianta, dei suoi usi, vantaggi, effetti ed eventuali rischi. Chiediamo soprattutto che questa corretta informazione sia indirizzata anche e soprattutto ai giovani, perché sviluppino consapevolezza e abbiano i mezzi per tutelarsi.
- 8) Patria potestà.
- In nessun caso l’essere un estimatore della canapa può e deve indurre il giudice a impedire l’affidamento dei figli.
- 9) Doping.
- Fra le sostanze considerate dopanti c’è anche la canapa. È evidente che i cannabinoidi non possano essere assunti a scopo dopante a ridosso di una competizione sportiva: questo sarebbe in netta contraddizione con tutto ciò che si dice sui loro effetti. Ma la questione è sempre quella relativa al periodo di permanenza delle tracce del THC nel corpo: gli effetti durano alcune ore ma le tracce nei capelli possono permanere per mesi. Un atleta che si è ubriacato due giorni prima di una gara non corre nessun rischio, un altro che ha fumato uno spinello un mese prima può essere squalificato per doping. Il THC non deve più essere considerato doping.
- 10) Donazione del sangue.
- Agli estimatori della canapa viene impedita la possibilità di donare sangue e plasma. Stiamo ancora cercando di capirne i motivi, ma nel frattempo si abroghino subito queste norme.

4. Il movimento degli estimatori della canapa

4.1 Orgoglio cannabista e informazione

È ora che il mondo degli estimatori della canapa cambi atteggiamento nei confronti della realtà circostante. La canapa non è un “vizietto” di cui vergognarsi, ma un bene prezioso che è stato negato alla natura e all’umanità per 70 anni, e gli unici a doversi vergognare sono i proibizionisti, che da decenni ne negano l’esistenza e fanno del suo divieto di crescere un potente strumento di morte e di controllo sociale. E tutto questo in nome di una presunta tutela della salute...

Noi non dobbiamo vergognarci perché noi sì, abbiamo a cuore la nostra e salute e quella altrui. E siamo in possesso di una nutritissima documentazione, la stessa che i proibizionisti cercano da tempo di non far trapelare.
- Non siamo riusciti a far emergere con forza la questione durante il governo di destra, e allora occorre riorganizzare il movimento e ricreare la politica dal basso: dobbiamo far sentire la nostra voce ma partendo dall’interno del sistema, portando avanti un discorso produttivo e parlando anche a quelli con cui non siamo in sintonia, evitando l’autoreferenzialità.

È per questo che uno degli obiettivi fondamentali dell’Assemblea è diffondere una corretta informazione sulla canapa, in tutti i suoi aspetti. Intendiamo infatti:

riavvicinare “genitori e nonni” a questa pianta, un tempo molto nota e poi scomparsa dalla terra e dalla memoria
- informare sul perché tutto questo è accaduto e quali nessi abbia questa storia con il terrorismo sulla “Marijuana assassina” e gli altri miti che dagli anni ’30 si sono conservati fino ad oggi
- offrire ai giovani una corretta informazione per un uso consapevole della canapa
- informare sulle sue virtù terapeutiche e su come in Italia, nell’ultimo trentennio, un sacco di gente si sia curata la psiche con questa pianta, evitando così di finire rovinata nel circuito psichiatrico.

In sintesi, il nostro lavoro mira a preparare una solida base culturale propedeutica ad una futura legalizzazione della canapa, in maniera che, nel momento in cui questa si realizzerà, possano derivarne soltanto benefici e non pericolosi “colpi di coda”, com’è avvenuto in Svizzera qualche anno fa.

4.2 Formazione di una rete nazionale

Il disordine va organizzato per diffondersi meglio ... e per organizzarci dobbiamo trovare il modo più leggero possibile perché è difficile coordinarsi... Dall’esperienza di questi anni emerge la necessità di creare una rete fatta di realtà locali. La strada delle manifestazioni oceaniche nazionali organizzate a Roma si è dimostrata insufficiente e spesso incapace di “fare notizia”.

L’azione sul territorio, in un ambiente conosciuto, offre la possibilità di comunicare con molte più persone, di informare e di mettere in moto nuove energie.

Pensiamo a piccole manifestazioni organizzate in rete che siano in grado di trovare spazio nei media locali: momenti di incontro, di discussione e informazione pubblica, volantinaggi, proiezioni, diffusione di materiali, ecc.

Occorre inoltre organizzare la nostra presenza su internet sia come luogo di incontro e coordinamento che come luogo di informazione e documentazione accessibile a tutti.

Tuttavia, è importante utilizzare tutti i vantaggi di internet senza esserne dipendenti. Il nostro movimento, infatti, può trovare molti ostacoli sul suo cammino ed è noto che la rete non è sempre così libera e accessibile... Occorre allora dotarsi, come stiamo cercando di fare, di una rete reale, fatta da persone reali che si incontrano liberamente, senza capi, senza organizzazioni pesanti, senza condizionamenti.

Ma essere liberi non significa non agire perché nessuno dà ordini: ogni persona deve far crescere dentro di sé la coscienza di essere un cittadino che ha il diritto di essere un soggetto politico. Tutti noi siamo liberi di esercitare la libertà di esprimere la nostra opinione e di farla pesare.

L’Assemblea di Bologna stabilisce in questo documento dei punti di riferimento per il dibattito e propone degli appuntamenti e dei momenti di confronto e discussione. Ogni persona sarà sempre libera di proporre nuove questioni all’ ordine del giorno ed esprimere il proprio punto di vista. La questione fondamentale è però cominciare a trovare un denominatore comune, unirsi e costruire una forza in grado di condizionare chi gestisce e chi legifera.

4.2.1 La rete con internet

I principali siti di riferimento nazionale e internazionale per il nostro movimento sono i seguenti:

Forum e organizzazione

- www.tiaccaciproduzioni.info
- www.enjoint.net
- www.legalizzala.it
- www.mariuana.it
- www.beppegrillo.it
- www.encod.org
- www.cannabis-clubs.eu

Giornali

- www.dolcevitaonline.net (anche in edicola)
- www.frigomag.it (ritorna “Frigidaire”, prossimamente in edicola)

Altri siti per l’informazione

- http://droghe.aduc.it/php/
- www.antiproibizionisti.it
- www.confinizero.it
- www.fuoriluogo.it

Sulla canapa tessile e industriale

- www.assocanapa.it
- www.canapaitalia.com
- www.ecocanapa.it
- http://www.provincia.modena.it/page...

sulla cannabis terapeutica

- www.medicalcannabis.it
- www.cannabis-med.org
- www.pazienticannabis.org

Questo parziale elenco di luoghi virtuali evidenzia un sempre più diffuso interesse e può essere per il movimento degli estimatori della canapa un prezioso luogo di incontro, socializzazione, informazione, comunicazione e organizzazione.

4.2.2 La rete reale

Parallelamente all’attività virtuale, l’assemblea ha sottolineato l’esigenza di far nascere una rete di persone con momenti di incontro reali:

- Assemblea nazionale annuale degli estimatori della canapa - ogni anno. Prossimo appuntamento: domenica 27 gennaio 2008 al Vag, via Paolo Fabbri 101, Bologna.

- Assemblee nazionali e momenti di incontro nel corso delle varie iniziative organizzate nel corso dell’anno - Rototom a Osoppo, Cannabis tipo forte a Bologna, CanaParma, CanaPisa, Million Marijuana March a Roma, concerti reggae...

- La rete locale - Occorre far nascere in ogni città o paese dei coordinamenti in grado di costruire iniziative di informazione e di aggregazione. Occorre individuare in ogni realtà persone, associazioni e soggetti vari che intendano incontrarsi per dare vita a iniziative concrete. Per realizzare questo obiettivo abbiamo a disposizione sia luoghi virtuali come i forum segnalati precedentemente - e in particolare i Meetup di Grillo (forum virtuali suddivisi per città; vi si trattano diversi argomenti e ciascuno può partecipare alle discussioni che lo interessano) - o proposte come quella di Critical grass (sull’esempio di Critical mass, un appuntamento fisso nelle principali città italiane il secondo sabato del mese dalle ore 15 - www.legalizzala.it è lo spazio dove si organizza).

4.2.3 Organizzazione e proposte concrete

Riguardo all’organizzazione della rete e delle iniziative locali sono emerse nel corso dell’Assemblea varie proposte, tutte valide e sperimentabili:

- in ogni grande o piccola città italiana, attraverso i nostri contatti, dobbiamo trovare delle persone che si attivino e vadano nei forum per far nascere coordinamenti e iniziative a livello locale. Dai semplici meeting point di Critical grass, a serate di approfondimento e di incontro, a momenti pubblici con proiezioni, dibattiti, informazione, festa... Obiettivo: essere in rete in tanti, riuscire a creare iniziative per bucare l’ informazione. I coordinamenti locali, messi in rete, potranno facilmente coordinarsi a livello nazionale, scambiarsi esperienze e informazioni e organizzare manifestazioni locali in tanti posti contemporaneamente, facendo così diventare tutto più visibile e efficace: dal semplice volantinaggio alla catena umana, dal dibattito pubblico al tazebao...
- produzione di materiali video o webcam sulle iniziative da pubblicare in rete
- trovare contatti con tutte le radio e i mezzi di informazione locale per diffondere le iniziative
- proporre momenti di informazione anche a enti pubblici. Per esempio: l’ assessorato alla gioventù organizza un momento di informazione sulla nuova legge? E noi partecipiamo e diciamo le nostre ragioni. È importante discutere anche con i proibizionisti.
- sandwich con attaccati gli articoli sulla storia della canapa, un fascio di foglie di canapa, ecc. Esporre lo stesso sandwich contemporaneamente in tutte le città d’Italia
- per essere ascoltati dalla gente bisogna creare interesse, curiosità e voglia di ascoltare: teatralizzazione del modo di manifestare attraverso forme di espressione artistica come il “Clown clandestino”, il “Teatro dell’ oppresso”, il Teatro di Strada, la Musica, la Pittura, la Poesia...
- creare stage di lavorazione e tessitura della canapa.
- una roulotte/piccolo canapaio viaggiante. Chiedere il permesso: come produttori agricoli, si ha diritto a uno spazio nel mercato rionale
- dare alla gente tutte le informazioni necessarie per agire nei forum
- autotassiamoci, andiamo tutti a Roma con le zappe e facciamogli vedere come si tratta con la terra
- si può usare Arcoiris TV per confronti
- con il meetup di Beppe Grillo si possono organizzare audio-video conferenze sulla canapa da pubblicare su internet

4.3 Mappare l’esistente

Questa parte del documento sarà costantemente in aggiornamento. Per ogni categoria saranno indicati siti web, indirizzi e punti di riferimento. Per i prodotti si indicheranno le aziende produttrici e i punti di vendita. Per ogni categoria vi sarà una sezione italiana e una sezione internazionale. Tutti sono invitati a completare la mappa segnalando siti web, indirizzi e contatti nei vari forum precedentemente indicati.

Centri di ricerca e università:
- www.assocanapa.it
- www.agenziariflesso.it/assoc...
- www.canapaitalia.com
- www.ecocanapa.it
- www.life-pianalto.org/docume...

Aziende agricole:
- www.provincia.modena.it/page...

Biocarburanti
- www.hempcar.org/
- www.fiatautopress.com/index.php? method=cartelle&action=article&id=20060907163225abae92c91710c3c6af277d82742f2b2d&group=1

Bioedilizia
- www.edilportale.com/
- www.artimestieri.com/home/in...

Tessuti
- www.fattidicanapa.it/inizio.asp
- www.hempower.it/ita/azienda....
- www.gruppofibranova.it/it/az...

Corde
- www.ilcordaio.it/index.html

Carta
- www.ilsecondorinascimento.it...
- www.ecosportello.org/TANews/...? subaction=showfull&id=1137429626&archive=1138384003&template=
- www.alberosacro.org/coseungr...
- www.echosduchanvre.com/N-6/E...
- www.laplumedefeu.com/papier-...
- http://lepapier.amoks.com/?rep=papi...

Cosmetici
- www.indica.it/pub/prodotti/c...

Olio, pellet e altri prodotti
- www.mainline-baits.com/itail...

Musei
- www.hempmuseum.org/index.htm
- www.comune.carmagnola.to.it/...

Cannabis terapeutica:
- www.medicalcannabis.it
- www.cannabis-med.org
- www.pazienticannabis.org

Negozi in Italia:
- www.bottegadellacanapa.it Bologna, Cesena e Ravenna

Grow
- www.mysticanza.it/home.htm

Articoli per fumatori
- www.labottegadelrosso.com

Associazioni, collettivi, gruppi, forum di iniziativa cannabista in Italia:
- www.tiaccaciproduzioni.info
- www.enjoint.net
- www.legalizzala.it
- www.beppegrillo.it
- web.tiscali.it/centrocanapa/ Centro culturale canapa
- www.canaparma.com
- www.mariuana.it
- www.confinizero.it
- www.fuoriluogo.it
- http://www.vag61.info/ csa-kontatto.noblogs.org csa Kontatto, Falconara (AN)
- www.compagniaspeakerscorner.it
- http://ilcanovaccio.wordpress.com/
- http://attivopensante.blogspot.com/
- www.nojerksite.it/
- www.nonesemprepesante.org/in...
- www.marijuana-forum.net/index.php
- http://it.groups.yahoo.com/group/canapa/
- http://it.groups.yahoo.com/group/am...

Organizzazioni internazionali:
- www.encod.org
- www.cannabis-clubs.eu
- www.coolhemp.com/fre_home.htm
- www.fac.cc/
- www.cannabis-partido.com/ini...
- www.canamo-espana.com/asocia...
- www.green-coop.ch/cas/index.html
- www.protezionegioventu.ch/ho...
- http://found.at/hanf/geschichte/
- www.hempfarm.org/index.html
- www.alcp.org.nz/index.php
- www.softsecretsforum.com/

Giornali e luoghi per l’informazione italiani:
- www.dolcevitaonline.net (anche in edicola)
- www.frigomag.it la redazione di Frigidaire
- http://droghe.aduc.it/php/
- www.antiproibizionisti.it
- http://www.girodivite.it/

internazionali
- www.canamo.cl/v2/inicio/
- www.cannabisculture.com
- www.votehemp.com/

Mostre, convegni, eventi, fiere:
- www.cannabistipoforte.com Bologna
- www.rototomsunsplash.com Osoppo (Udine)
- www.millionmarijuanamarch.info Roma

4.4 Iniziative sui sindaci

Ogni città ha un sindaco che è il primo nostro referente presso il governo. A livello costituzionale, i sindaci hanno margini di libertà elevati. In questi giorni si è insediata per volontà della Ministra Livia Turco la commissione consultiva sulle dipendenze patologiche. La Commissione, presieduta dal Sottosegretario Antonio Gaglione, è composta dai rappresentanti delle associazioni e delle società scientifiche più rappresentative nel campo delle dipendenze, da esponenti di comunità terapeutiche e reti di comunità, rappresentanti dei ministeri coinvolti nella prevenzione delle tossicodipendenze, regioni ed enti locali. Noi dobbiamo parlare agli enti locali, facendo in modo che rappresentino anche il nostro punto di vista in questo e in altri contesti istituzionali.

Epilogo

Proposta di metodo: abbiamo dei punti in comune? Li approfondiamo. Ci sono punti con divergenze d’opinione? Prendiamone atto, scriviamoli e pubblichiamo il dibattito e la libera ricerca. Diffondiamo con ogni mezzo questo documento.
- Buon lavoro!

NOTE
- Emilia Romagna: dalla Regione un pdl per promuovere la canapa
- Da estense.com - 29 gennaio 2007

Bologna. Alcuni consiglieri regionali della maggioranza: Gian Carlo Muzzarelli (primo firmatario), Mario Mazzotti, Paolo Lucchi, Laura Salsi e Nino Beretta dei ds; Roberto Piva e Marco Barbieri della margherita; Gianluca Borghi (ecologisti per l’ulivo- gruppo misto); hanno presentato un progetto di legge dal titolo "Promozione della coltura della canapa (cannabis Sativa L) e altre colture innovative nel territorio dell’Emilia-Romagna". La relazione che accompagna il testo di legge evidenzia che la trasformazione che attraversa il settore della produzione agricola, legata alla nuova Pac (Politica Agricola Comune) e alla riforma dell’Ocm zucchero, e l’interesse che si sta sviluppando verso coltivazioni no-food con caratteristiche e destinazione industriale analoghe a quelle della canapa, rendono di fondamentale importanza fornire al mondo agricolo strumenti nuovi per la ricerca e la messa a punto di alternative economicamente interessanti attraverso l’introduzione di colture innovative rispetto a quelle tradizionali.

Per questo motivo, il progetto di legge, costituito da 5 articoli, si propone lo scopo di promuovere la strutturazione di filiere produttive di carattere innovativo finalizzate a sostenere la competitività e la diversificazione produttiva delle imprese agricole e favorire l’integrazione fra i processi agricoli e quelli industriali. Il pdl identifica quindi le attività alle quali erogare i contributi e stabilisce che i beneficiari "sono i soggetti che tra i propri scopi hanno la produzione, la lavorazione, la trasformazione e commercializzazione della canapa" con priorità "ai soggetti aggregati in filiera".

Gli estensori del pdl evidenziano che la canapa, quasi scomparsa per decenni dai nostri ambienti, oggi si propone con forza all’attenzione dei consumatori dal momento che le varie componenti della pianta costituiscono un’importante materia prima naturale utilizzata nell’industria della fibra tessile, della carta e di altri prodotti, ad esempio nel campo della cosmesi. L’attuale scenario - sostengono i firmatari del testo - fa considerare come il mercato legato alla canapa in generale, e in particolare quello specifico della produzione di fibra tessile e tecnica e di granella, sia in crescita in questi anni, con prevedibile sviluppo per il futuro.

La Regione Emilia-Romagna, ricorda ancora la relazione, ha partecipato alla reintroduzione della canapa nei nostri territori finanziando progetti di ricerca e sperimentazione ed uno stabilimento di prima lavorazione situato nel comune ferrarese di Comacchio.

Data di pubblicazione lunedì 19 febbraio 2007 01:59

http://www.cannabis-helvetica.ch
http://www.swisshempshop.com