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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Francia e Marocco in lotta contro la droga

2004/09/17 - Notiziario Droghe

I dati parlano da soli. Nel 2003, ben 78 tonnellate di resina di cannabis sono state sequestrate in Francia, 63 delle quali (l’82%) provenivano dal Marocco. Un banale sorso d’acqua rispetto alle 3 mila tonnellate di resina prodotte ogni anno in Marocco.
Questa realta’ e’ stata al centro della visita di lavoro fatta a Fes, lunedi’ 13 e martedi’ 14, dal ministro degli Interni, Dominique de Villepin, che si e’ complimentata della cooperazione nella lotta contro il terrorismo ed ha indicato quale dovrebbe essere il percorso da seguire nella lotta al traffico di stupefacenti e contro l’immigrazione clandestina. I francesi si sono presentati in forza, con il direttore generale della polizia nazionale, Michel Gaudin, il direttore delle liberta’ pubbliche e degli affari giuridici, StÚphane Fratacci, e il direttore della sorveglianza del territorio, Pierre de Bousquet de Florian. Da parte marocchina, il ministro Mostapha Sahel era accompagnato da Hamidou Laanigri, direttore generale della sicurezza nazionale, e dal direttore della sicurezza del territorio, Ahmed Larari.
Al di la’ degli aspetti diplomatici, l’eco degli attentati di Casablanca del 2003 e di Madrid del marzo scorso, hanno visibilmente marcato l’incontro. Sia francesi che marocchini hanno piu’ volte insistito su un punto: a lungo controllati da organizzazioni distinte, i gruppi terroristici, quelli di trafficanti di droghe e quelli di trafficanti di esseri umani si sono sempre di piu’ fusi. Per il ministero marocchino degli Interni, il traffico di droga "finanzia il terrorismo" e minaccia anche la sicurezza nazionale. "Noi sappiamo che i terroristi si finanziano in parte grazie ai traffici di droghe -sostiene anche un ufficiale francese- e i seguaci della jihad ricercati fanno uso dei canali dell’immigrazione clandestina per entrare in Europa".
Francesi e marocchini sono quindi consapevoli di due realta’: la coltivazione della cannabis oggi da’ da vivere, oltre ai trafficanti e ai vari intermediari corrotti, a numerosi contadini. Le eradicazioni brutali di queste piante rischiano di diventare un fattore destabilizzante. Ancora un dato di fatto: la lotta contro l’immigrazione clandestina, e piu’ che altro contro l’ýimmigrazione in transito che coinvolge le popolazioni subsahariane che passano attraverso il Marocco verso l’Europa, ha bisogno di mezzi enormi e presuppone un reale sostengo da parte dell’Unione Europea.
Visibilmente consapevoli delle proprie responsabilita’, Dominique de Villepin e Mostapha Sahel hanno deciso di privilegiare gli approcci pragmatici, facendo seguire un serrato calendario di iniziative. Per meglio lottare contro il traffico di cannabis, ma anche contro quello della cocaina che, sbarcando nell’Africa nera, risale verso l’Europa via Marocco, i due Paesi hanno deciso di scambiarsi gli ufficiali specializzati nella lotta contro gli stupefacenti. La polizia francese dell’Ocrtris si stanziera’ a Tangeri. E 167 francesi o franco-marocchini detenuti in Marocco per traffico di stupefacenti saranno interrogati da alcuni poliziotti francesi per cercare di venire a capo dei fornitori. Il generale Laanigri denuncia "le reti di trafficanti e di riciclatori di denaro, come i principali avversari". Un avversario che spesso ha sede in Spagna, piu’ che altro a Malaga, o in Francia sulla Costa Azzurra. Tra non molto il Governo di Madrid dovra’ unirsi con quelli di Parigi e Rabat in un progetto di piattaforma anti-droga mediterranea. Stesso percorso in materia di immigrazione clandestina con scambio di poliziotti con l’impegno che la Francia fara’ le parti del Marocco presso la Ue per ottenere i fondi e i tecnici necessari ad una migliore sorveglianza delle frontiere. Nella prima quindicina di ottobre, due incontri bilaterali vedranno la partecipazione di esperti di entrambe le parti.
Unico neo dell’incontro: prevista fin dal 2002, una legislazione contro il riciclaggio non e’ ancora stata approvata, ben due anni dopo la decisione. La delegazione del Marocco ha comunque assicurato che non dovrebbe volerci ancora molto tempo.

Di Vincenzo Donvito
Articoli modificato martedì 7 dicembre 2004 14:18, Data di pubblicazione martedì 7 dicembre 2004 00:00

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