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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Guerra contro la droga, un fallimento

Un rapporto della Commissione mondiale sulla politica contro la droga, di cui l’ex presidente della Confederazione Ruth Dreifuss è membro, suscita un vivace dibattito negli Stati Uniti perché critica l’approccio americano e sostiene la depenalizzazione del consumo di droga.

www.swissinfo.ch 23 luglio 2011

La Commissione mondiale sulla politica contro la droga (Global Commission On Drug Policy) ritiene che l’approccio prevalente negli Stati Uniti, che ispira la politica in materia di droga a livello internazionale, «sia fallito».

Invece di divieto e repressione, la Commissione raccomanda una «regolamentazione delle droghe destinata a minare il potere della criminalità organizzata e a salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini».

«I tossicodipendenti sono malati, non criminali. Sono soprattutto sfruttati dal crimine organizzato. Il ruolo della società è quello di proteggerli», spiega a swissinfo.ch Ruth Dreifuss, ex presidente della Confederazione.

Il rapporto viene presentato mentre ’la guerra contro la droga’ - prima dichiarata negli Stati Uniti e trapiantata nei paesi di produzione, poi ancorata nei testi internazionali e all’ufficio delle Nazioni Unite - celebra il suo quarantesimo anniversario.

«Questo è il discorso che domina e ci pare nocivo», dice Ruth Dreifuss che siede nella Commissione con altre personalità come Kofi Annan, Richard Branson e gli ex dirigenti americani George Shultz e Paul Volcker.

Dibattito negli Stati Uniti

Ma l’amministrazione Obama vede nel rapporto «risposte facili». Gil Kerlikowske, ex agente di polizia che dirige l’Ufficio della Casa Bianca sulla politica di controllo della droga, sostiene che «legalizzare la droga provoca un aumento dei consumi» e che l’approccio degli Stati Uniti è coronato da successi.

L’ex presidente Jimmy Carter, Premio Nobel per la Pace, disapprova la Casa Bianca e invita Obama «ad attuare le riforme che la Commissione propone». «Le politiche antidroga sono più punitive e controproducenti negli Stati Uniti che in altre democrazie. Inoltre fanno esplodere la popolazione carceraria», sottolinea Carter.

In un video per la Drug Policy Alliance, il cantante Sting afferma che «la guerra contro la droga rappresenta una grande violazione dei diritti umani».

Il direttore di Drug Policy Alliance, Ethan Nadelmann, spiega a swissinfo.ch, che il rapporto della Commissione è un «grande evento, perché mai prima d’ora un gruppo composto da personalità di alto profilo, aveva formulato raccomandazioni di così vasta portata per la riforma della lotta anti-droga». Nadelmann qualifica la reazione dell’amministrazione Obama come deludente, ma prevedibile: «In questo campo Obama assomiglia sempre di più ai suoi predecessori».

Ruth Dreifuss deplora che l’amministrazione Obama non abbia «fatto alcuna dichiarazione chiara contro la guerra alla droga». Per lei, i responsabili americani, democratici e repubblicani, «dovrebbero rendersi conto che la guerra contro la droga e il ricorso alla carcerazione sono dispendiosi e che la politica che proponiamo costa meno ed è più efficace».

L’esempio svizzero

L’ex presidente della Confederazione ha ricordato la «lunga ed importante esperienza» della Svizzera, ovvero «un’esperienza nella salute pubblica che porta a interventi di tipo poliziesco e penale in coerenza con le politiche di integrazione sociale e che ha prodotto ottimi risultati sotto una rigorosa supervisione scientifca. Un’esempio? L’eliminazione quasi totale di overdose o la diminuzione notevole della microcriminalità».

«Dico ai miei interlocutori americani che si può sopravvivere politicamente molto bene, assumendosi l’iniziativa di una riforma», ha aggiunto Dreifuss. E come reagiscono? «Mi spiegano che a livello americano le elezioni sono imminenti. Penso che Obama abbia più problemi da gestire rispetto a quanti ne ho avuto io».

Ruth Dreifuss, tuttavia, rimane ottimista: «La distribuzione di siringhe sterili non è più messa al bando dalle politiche statunitensi, l’America ha cominciato a vedere che c’è un fattore razziale nella disparità delle pene tra consumatori di crack, piuttosto di colore, e quelli di cocaina, piuttosto bianchi. Ha così corretto questa disparità. L’uso medico della cannabis, inoltre, è permesso in diversi stati, e infine l’idea della legalizzazione della marihuana è stata respinta solo da una risicata maggioranza in occasione di un referendum in California».

Anche Ethan Nadelmann, direttore della Drug Policy Alliance, è ottimista, ma avverte che negli Stati Uniti devono essere superate delle «sfide importanti» per permettere un riequilibrio della lotta contro la droga tra repressione e riabilitazione. Tra queste sfide, «l’influenza del complesso penitenziario-industriale sugli ambienti politici e la difficiltà di convincere i conservatori a sostenere le strategie di riduzione dei rischi, come lo scambio di siringhe».

A questo proposito, il signor Nadelmann ritiene che la Svizzera sia fonte di ispirazione per gli Stati Uniti: «Il fatto che questo paese relativamente conservatore abbia assunto un ruolo di primo piano promuovendo una politica contro la droga intelligente e responsabile anche sul piano del budget, è incoraggiante».

Marie-Christine Bonzom, swissinfo.ch
- Washington
- (traduzione e adattamento dal francese, Françoise Gehring)

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- » Global Commission on Drug Policy Report (English)
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- » Global Commission on Drug Policy Report (Portuguese)
- » Global Commission on Drug Policy Report (French)

  • End the criminalization, marginalization and stigmatization of people who use drugs but who do no harm to others. Challenge rather than reinforce common misconceptions about drug markets, drug use and drug dependence.
  • Terminar con la criminalización, la marginalización y la estigmatización de las personas que usan drogas pero que no hacen ningún daño a otros. Desa!ar los conceptos erróneos comunes acerca de los mercados de drogas, el uso de drogas y la dependencia de drogas en lugar de reforzarlos.
  • Die Weltkommission für die Drogenpolitik (Global Commission on Drug Policy) ist der Ansicht, dass der vorherrschende Ansatz in den Vereinigten Staaten, der die internationale Drogenpolitik beeinflusst, gescheitert ist.
  • Un rapport de la Commission Mondiale sur la Politique contre la Drogue, dont l'ancienne présidente de la Conféderation Ruth Dreifuss est membre, suscite un vif débat aux Etats-Unis. Il critique l'approche répressive américaine et prône la décriminalisation de l'usage de drogues.
Articoli modificato martedì 20 marzo 2012 12:55, Data di pubblicazione sabato 23 luglio 2011 12:40

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