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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Iniziativa popolare - Dalle urne una canapa depenalizzata

2004/07/21 - Corriere del Ticino

I fautori della depenalizzazione del consumo di marijuana hanno tempo fino al 20 gennaio 2006 per raccogliere le 100 mila firme necessarie alla riuscita della loro iniziativa popolare. È questo il termine reso noto ieri dal Foglio federale. Del comitato di sostegno fa parte anche il consigliere nazionale socialista ticinese Franco Cavalli. "Per una politica ragionevole in materia di canapa che protegga efficacemente la gioventù" è il nome dato all’iniziativa appoggiata da una larga schiera di partiti e associazioni: PLR, PS, Verdi, settori della giustizia, della polizia, genitori, medici ed esperti. L’iniziativa è stata lanciata dopo che nel giugno scorso il Consiglio nazionale aveva respinto per la seconda volta l’entrata in materia relativa alla revisione della legge federale sugli stupefacenti: la riforma prevedeva la depenalizzazione del consumo di canapa.
Gli adetti della depenalizzazione chiedono che non sia punibile il consumo di sostanze psicoattive della canapa, il possesso, l’acquisto o la coltivazione per uso personale. La Confederazione dovrà emanare prescrizioni che riguardano la coltivazione, la produzione, l’importazione, l’esportazione e il commercio di queste sostanze.
Parallelamente dovrà assicurare la protezione della gioventù con misure adeguate, ad esempio vietando la pubblicità. I promotori dell’iniziativa intendono raccogliere le firme necessarie ancora questa estate "affinché il Consiglio nazionale capisca di aver preso una decisione contro una fetta consistenze della popolazione". La situazione attuale è insostenibile. Per il consigliere nazionale Claude Janiak (PS/BL), "una politica proibizionista rischia di avere effetti contrari a quelli ricercati". È ingannevole pensare che si possano risolvere i problemi sociali mediante il codice penale, ha dichiarato Janiak. Il comitato è del parere che prevenzione e protezione della gioventù siano obiettivi che si possano raggiungere meglio con la depenalizzazione del consumo di canapa piuttosto che con i divieti. Per Janiak, "profilarsi come dei duri in materia può avere i suoi vantaggi, tuttavia non è in questo modo che si fa una politica giovanile efficace".

(Ats)
Data di pubblicazione venerdì 23 luglio 2004 11:46

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