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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

La coltivazione della canapa

Diamo alcune indicazioni sulla coltivazione della canapa.

- Suolo
- Temperatura
- Acqua
- Luce
- Preparazione del suolo e concimazione
- Rotazione
- Controllo delle erbe infestanti
- Semina
- Numero di piante
- Mietitura
- Macerazione
- Resa
- Immagazzinamento

Suolo
La canapa industriale ha una grande capacità di adattamento e può essere coltivata in vari tipi di suolo, ma per essere di buona qualità e per dare una buona resa, deve trovare un suolo abbastanza profondo e ben drenato, con un discreto grado di umidità e buone capacità nutritive. E’ importante evitare un suolo poco drenato, in quanto un eccesso di acqua in superficie potrebbe danneggiare seriamente il raccolto. La canapa è estremamente sensibile alle inondazioni e alla compattezza del suolo. Il PH ideale è tra 5,8 e 6,0.

Temperatura
Alcuni test condotti in Olanda hanno mostrato che la canapa cresce in 40 giorni a 19° quanto in 90 giorni a 10°. La temperatura ideale è tra i 19° e i 25°. Le piante giovani possono sopravvivere a temperature di -5° che però causano l’arresto del processo di crescita anche se seguite da temperature miti. Tutto il bacino del mediterraneo ha condizioni di temperatura ottimali per la crescita della canapa.

Acqua
La canapa da fibra può produrre, tra radici, fusto e foglie, fino a 12-15 Tonnellate di biomassa per ettaro. Secondo alcuni studi sono necessari 500-700 mm di precipitazioni o un equivalente quantità d’acqua. Nella pratica sono necessari almeno 250-300 mm di pioggia durante il periodo vegetativo.

Luce
Per il fatto di essere una pianta a rapida crescita la canapa ha esigenza di una grande quantità di energia luminosa. Bisogna anche tener conto che è sensibile alle ore di luce della giornata poiché tende ad anticipare la fioritura se le giornate si accorciano. In Italia se si evitano semine troppo tardive non ci sono problemi.

Preparazione del suolo e concimazione
Per avere un ottimo raccolto di canapa, è necessario distribuire nutrimento in quantità due volte maggiore di quanto sarà rimosso dal suolo alla mietitura. Un campo di canapa produce una grande massa di materiale vegetale in un breve periodo vegetativo. È necessaria una grande quantità di azoto nelle prime 6-8 settimane, mentre durante la fioritura e la formazione dei semi sono necessari il potassio e, soprattutto, il fosforo.
La canapa industriale richiede dai 90 ai 112 Kg/ha di azoto; dai 39 ai 56 Kg/ha di fosforo; dai 60 agli 80 Kg/ha di potassio. In Italia, subito dopo la raccolta, si usava spargere 20-40 t di letame per ettaro e si faceva immediatamente una prima aratura, più superficiale e di rottura delle stoppie. Con una seconda aratura, tardiva e più profonda, venivano aggiunti altri concimi quali panelli di semi oleosi (ravizzone, colza, ricino, lino, girasole), scarti animali (unghie e corna, crisalidi di baco, sangue secco). Anche il sovescio invernale di fave e colza era comune. La quantità di concime influenza molto la quantità del prodotto e poco la qualità. Un buon semenzaio solido è l’ideale per la germinazione veloce ed uniforme del seme di canapa. La preparazione e la perforazione convenzionali del semenzaio sono sufficienti.

Rotazione
Le coltivazioni che la precedono non hanno effetti particolari sulla canapa. Se il suolo è adatto ed è stato preparato correttamente si possono sempre avere ottimi raccolti. Il campo, disponibile per altre coltivazioni tra metà agosto e metà settembre, rimane in condizioni di lavorazione ottimali, umido e privo di erbacce. Dopo che gli steli sono stati rimossi il terreno può essere immediatamente concimato e lavorato. La canapa può esser coltivata due o tre anni sullo stesso luogo anche se ciò non è consigliabile.

Controllo delle erbe infestanti
La canapa industriale soffoca le erbe infestanti, tanto da non avere bisogno di prodotti chimici per essere coltivata. Una normale coltivazione con oltre 100 piante per metro quadrato impedisce la sopravvivenza delle erbacce.

Semina
Il periodo migliore per seminare la canapa dovrebbe essere deciso in base alle condizioni del tempo piuttosto che dal calendario. La canapa dovrebbe essere seminata circa due settimane prima del granturco, quando le condizioni del terreno sono ottimali. Comunque non dovrebbe iniziare finché la temperatura del suolo non ha raggiunto almeno gli 8-10°C. L’epoca di semina In Italia andava dalla metà di febbraio fino ai primi di aprile. Il seme di canapa germoglia dopo 24/48 ore ed emerge dopo 5/9 giorni, se il suolo è ben idratato e il clima mite. Le varietà tardive di canapa coltivate per la fibra dovrebbero essere seminate il più presto possibile, mentre la canapa coltivata per i semi e le varietà precoci coltivate per la fibra dovrebbero essere seminate verso metà marzo. Qualunque macchina seminatrice è facilmente adattabile per la semina della canapa. La distanza tra i solchi può variare tra i 12 e i 20cm. La profondità ideale di semina è tra i 3 e i 4 cm. Se i semi sono più profondi i germogli hanno difficoltà a raggiungere la superficie e, in parte, muoiono, se troppo superficiali il letto diventa troppo secco e la germinazione è irregolare.

Numero di piante
Con un’appropriata densità di piante è possibile avere grandi quantità di fibra di alta qualità. Per la fibra si devono seminare tra i 50 e i 100kg per ettaro (250-500 semi/mq con una resa media di 270-450 piante/mq). Alcune esperimenti hanno evidenziato che la resa cambia di poco e che superare gli 80 kg/ha è uno spreco. La canapa coltivata per produrre polpa richiede solchi distanti 20 cm e circa 45-60 kg di semi per ettaro. La produzione di semi richiede più spazio tra le piante. Una distanza tra i solchi di 20 cm con 25-30 kg/ha, oppure una distanza tra i solchi di 30 cm e 18-22 kg/ha, oppure una distanza tra i solchi di 40 cm e 12-15 kg/ha. In tutti e tre i casi il numero di semi per metro di solco è 20.

La mietitura
Il momento in cui effettuare la mietitura è essenziale per avere un raccolto di qualità, ma le differenze fra maschi e femmine o altri fattori fanno si che si debbano fare dei compromessi. Per la fibra bisognerà mietere la canapa quando un terzo dei fiori maschili si è aperto e sta spargendo il polline. Per la raccolta dei semi bisogna aspettare che il guscio dei semi delle cime principali sia duro e con il tipico aspetto marmoreo, le cuticole attorno al seme dovrebbero essere di colore tra il giallo e il verde chiaro. A questo stadio i semi non cascano anche se le piante sono toccate. Un raccolto prematuro darebbe semi piccoli e non vitali, mentre con una mietitura avvenuta tardi porta a una sensibile riduzione del raccolto. Per la produzione delle fibre, il raccolto verrà tagliato, fatto macerare nei campi, unito in balle e conservato o lavorato. In Emilia la raccolta per la fibra avveniva tra la fine di luglio e i primi di agosto, la raccolta per i semi avveniva nei giorni attorno alla "Madonna dei canaponi" (8 settembre).

La macerazione
Le fibre di tiglio si ottengono dalla macerazione, cioè dalla putrefazione biologica della pectina, la sostanza collosa che tiene insieme la fibra e l’interno legnoso del fusto. La macerazione per immersione è stata in gran parte sostituita con tecniche più moderne e meno malsane. La macerazione in campo ha bisogno di 14-21 giorni per essere completa. Durante questo processo, i fusti devono essere girati una o due volte per consentire uno svolgimento uniforme, poiché i fusti vicini al suolo rimarrebbero verdi mentre quelli in superficie marcirebbero e diverrebbero marroni. La macerazione è completa quando le fibre hanno assunto un colore dorato o grigiastro e si separano facilmente dalla corteccia in fibre più sottili.

Resa
La resa dipende da diversi fattori: la varietà, le condizioni del suolo, il clima e dai possibili elementi di disturbo (grandine, parassiti, etc). In linea di massima per la fibra si va dalle 8-10 tonnellate di fusti per ettaro delle varietà monoiche alle 10-12 tonnellate di fusti per ettaro delle varietà dioiche, che equivalgono ad una resa in fibra tra 2 e 3,2 t/ha. Per i semi la resa varia tra 0,6 e 1,4 t/ha.

Immagazzinamento
Per l’immagazzinamento, l’umidità dei fusti di canapa non deve eccedere il 15%. Le balle possono essere conservate a lungo in luoghi asciutti come capannoni, granai o qualsiasi altro tipo di magazzino coperto. La canapa secca è facilmente infiammabile.

www.indica.it - 31.05.04
Data di pubblicazione giovedì 4 novembre 2004 16:16

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