Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Potenziali campi di uso terapeutico dei derivati della cannabis

Fonte: Associazione Cannabis Terapeutica
(http://medicalcannabis.it)

CENNI STORICI
La Cannabis sativa ha una lunga storia come analgesico. W.B.O’Shaughnessey, il medico che reintrodusse nella terapia "occidentale" l’uso della Cannabis, scrisse nel 1839 di aver scoperto in essa un efficace analgesico. Successivamente essa fu utilizzata in svariate condizioni dolorose, come nel dolore da parto, negli spasmi dolorosi, nelle nevralgie e nell’emicrania.
Ancora nel 1962 Benigni, nel suo trattato sulle erbe medicinali, scriveva: "I suoi impieghi terapeutici sono in relazione soprattutto con l’azione analgesica di questa droga, azione molto simile a quella dell’oppio di cui la Cannabis indiana può essere considerata un succedaneo".

RICERCHE RECENTI
Le proprietà antidolorifiche dei cannabinoidi sono state dimostrate in vari modelli animali, usando stimoli termici, chimici, meccanici, e viscerali. Tali composti hanno un’azione diretta su recettori del midollo spinale che mediano l’analgesia.

Il maggiore principio attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo (THC), stimola il rilascio di oppioidi endogeni, le cosiddette endorfine, e inibisce gli enzimi che degradano questi oppiodi; i cannabinoidi posseggono inoltre effetti anestetici locali.

Il nostro organismo è sottoposto continuamente a stimoli potenzialmente dolorosi; a controbilanciarli possiede un sistema antidolore attivo tonicamente che però nei soggetti con dolore cronico risulta spesso meno attivo. Il sistema dei recettori cannabinoidi è attivo tonicamente e la sua attività aumenta in risposta a stimoli nocivi. Gli endocannabinoidi modulano la soglia basale del dolore, e la ridotta attività del sistema cannabinoide provoca di converso una maggior risposta agli stimoli dolorosi, la cosiddetta iperalgesia. E’ dimostrato che il cannabinoide endogeno anandamide svolge un ruolo centrale nella soppressione del dolore.

I recettori dei cannabinoidi sono distribuiti nel Sistema Nervoso Centrale(SNC) in numerose aree deputate al controllo del dolore. I cannabinoidi sono inoltre in grado di stimolare altri recettori, situati al di fuori del SNC, che partecipano anche essi al controllo del dolore.

 Cannabinoidi: principali siti di azione.
 tratta da: I cannabinoidi nel dolore.

Il potere antidolorifico dei cannabinoidi è blando se paragonato a quello degli oppiacei (morfina e simili): 20 mg di THC equivalgono a 120 mg di un oppiaceo "minore" quale la codeina.
Il meccanismo con cui i cannabinoidi producono analgesia è farmacologicamente simile, ma tuttavia indipendente rispetto a quello degli oppiacei.
Cannabinoidi e oppioidi hanna pertanto una azione sinergica: la somministrazione contemporanea provoca un effetto analgesico superiore a quello indotto dalla somministrazione delle singole sostanze. In virtù di ciò il THC risulta in grado di ridurre la dose minima efficace della morfina (-55%), del metadone (-75%) e della codeina (-96%).

Nel luglio 2001 è uscita una rassegna sul British Medical Journal riguardante gli effetti analgesici dei cannabinoidi.
Lo studio, sostanzialmente negativo, è stato ampiamente ripreso dalla stampa. In realtà l’analisi prende in considerazione una casistica disomogenea e del tutto insufficiente per poter formulare considerazioni conclusive.

Le patologie dolorose in cui la Cannabis sembra avere un ruolo degno di essere indagato in maniera approfondita sono varie.
Vi è un potenziale ruolo dei cannabinoidi per il trattamento del dolore neuropatico, area in cui attualmente pochi farmaci sono efficaci, compresa la morfina.

Nella terapia del dolore tumorale oltre l’effetto antalgico vi può essere un effetto positivo sull’appetito, con riduzione della nausea da chemioterapia; benefica l’azione sull’umore.

Un interessante campo di applicazione potrebbe ancora essere quello del dolore muscolo-scheletrico.

La Cannabis potrebbe infine avere un ruolo nel trattamento dell’ emicrania, altra patologia nella quale i farmaci convenzionali risultano scarsamente efficaci o gravati da severi effetti collaterali.

Data di pubblicazione martedì 20 aprile 2004 13:13

Forum dell'articolo

> Potenziali campi di uso terapeutico dei derivati della cannabis
Un interessante campo di applicazione potrebbe ancora essere quello del dolore muscolo-scheletrico.
Ciao, sono un ragazzo dell Abruzzo e abito a roseto premeto dhe verrò ricoverato tra tre giorni e ildot.Calderola eseguirà una ulteriore biopsia per il mio problema a SPALLA SX sono sicuro che la canba tipo forte è per me utile pe la sooportazione di spasmi(cronici,disumani)vorrei info per ricevere cure piu buone e non oppiacei farmaceutici.mille grazie spero risp.

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4 12 2006

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Scienza: Recettori CB2 e dolore
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