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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

SECONDA FESTA PARMIGIANA ANTIPROIBIZIONISTA

Sala Baganza 8/9 settembre 2006

nei giorni dell’otto e nove settembre p.v. si terrà a Sala Banganza, località a circa 15 km da Parma, la seconda Festa Parmigiana Antiproibizionista. Dopo l’incredibile successo della scorsa edizione alla Fattoria di Vigheffio, l’organizzazione ha deciso di replicare, ampliando le giornate delle festa e soprattutto ampliandone i contenuti.

Resta il carattere eminentemente politico e non commerciale delle manifestazione: infatti gli organizzatori non percepiranno alcun lucro dalla festa, ma gli eventuali utili verranno re investiti nell’organizzazione della festa del 2007.

Lo scopo della festa è quello di avvicinare quante più persone alle tematiche antiproibizioniste attraverso un’informazione capillare; anzi si può affermare che la festa sia rivolta particolarmente a chi di antiproibizionismo non abbia mai sentito parlare o per lo meno non se ne sia mai interessato.

L’obbiettivo degli organizzatori è quello di normalizzare i rapporti tra istituzioni, consumatori e cannabis Le istituzioni devono necessariamente (e serenamente) prendere coscienza di alcuni dati di fatto: l’Italia è il paese d’Europa dove si consuma più cannabis, i cittadini, nella stragrande maggioranza, non considerano il consumo di cannabis un’attività criminale, né tantomeno un’attività che debba essere punita con il carcere. Esiste quindi uno iato tra la legislazione attuale ed il "paese reale" dove la cannabis è ampiamente consumata, ed anzi è entrata a far parte della cultura di ampi strati sociali.

E siccome il diritto è espessione della società che lo crea, è arrivato il momento che la politica riporti il diritto in linea con quello che la società esprime.

Inoltre una legislazione sulle sostanze psico-attive che voglia essere seria e non dettata da pregiudizi e preconcetti non può non tenere conto dell’evidenza scientifica, non può non tenere conto del fatto che nessuno studio medico/scientifico condotto sulla cannabis e sui consumatori della stessa non nè abbia mai dimostrato la nocività intrinseca.

Vogliamo coagulare intorno alle tematiche antiproibizioniste realtà sociali le più diverse tra di loro. E, con un’operazione di lobbysmo chiara e trasparente, dare vita ad un movimento di opinione che letteralmente tagli l’erba sotto i piedi a chi, anche a sinistra, ancora non ha compreso la complessità del fenomeno e per scelta o per calcolo ancora non si vuole esporre su questi temi. Riteniamo sia necessario interrompere il rapporto tra consumatori ed organizzazioni criminali (rapporto al quale i consumatori sono costretti dovendo ricorrere al mercato nero) depenalizzando interamente la coltivazione "domestica" per uso personale. E’ indispensabile impedire la criminalizzazione di circa 9 milioni di italiani tra consumatori abituali ed occasionali (fonte il Ministero della Salute).

Vogliamo una legislazione adeguata che consenta l’accesso ai derivati della cannabis ad uso medico. E che sia il medico di base o lo specialista ad informare il paziente sull’opportunità o meno di ricorrere alla cannabis come medicamento. Ad oggi non è possibile nemmeno ottenere un consulto su questi temi (o meglio lo si fa ogni giorno, ma sempre di nascosto).

Vogliamo rilanciare la coltivazione della cannabis ad uso industriale. L’Emilia Romagna è stata fino agli anni cinquanta una delle zone al mondo dove di coltivava più canapa. Oggi le enormi potenzialità industriali della canapa (dall’edilizia, alla chimica/farmaceutica, alla cosmetica,al comparto delle energie rinnovabili, oltre naturalmente al comparto tessile) sono più che note: si dia la possibilità a chi voglia fare impresa in quest’ambito di farla: in fin dei conti si tratta di seminare e lavorare canapa, non di aprire industrie chimiche ad alto impatto ambientale.

Qualora le istituzioni lo riterranno opportuno, si facciano campagne di prevenzione ed informazione: la proibizione e la repressione non servono, e le tonnellate di cannabis che ogni anno vengono consumate in Italia sono lì a dimostrarlo.

In ultimo, ma non certo in ordine di importanza, una legislazione più civile e moderna in tema di cannabis libererebbe non poche risorse presso le notre forze dell’ordine, che potrebbero essere meglio impiegate nella lotta alla criminalità, quella vera.

Hanno aderito alla festa:

- Antiproibizionisti.it - ass. antiproibizionista;
- Arci Gay Cremona;
- Associazione culturale Italia-Cuba;
- Collettivo Auriga;
- Comitato organizzatore festa delle barricate (FAI- ateneo libertario);
- Critical Grass - ass. antiproibizionista;
- Dolce Vita magazine;
- Gaja (Global Association Jah Artist)
- Greenpeace Parma;
- LabAq16 Reggio Emilia;
- Movimento di Massa Antiproibizionista;
- Forum Droghe;
- Legambiente
- Partito della Rifondazione Comunista;
- Unità di Strada e Unità di Prevenzione;
- Rasta Snob;
- THC Produzioni;
- Associazione culturale Italia-Cuba;
- C.s.o.a. Paguro;
- Gruppo Protezione Civile Valbaganza; Le giraffe, TeenPix, Sapere Aude - video attivisti;

Sono inoltre presenti le seguenti attività commerciali :

il Canapaio Ducale, Bar Cicileo, Web’n’Wine, Qui si Beve, Movie club.

Articoli modificato venerdì 1 dicembre 2006 04:52, Data di pubblicazione venerdì 1 settembre 2006 00:00

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