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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

UE: La legalizzazione, una strategia producente?

La guerra alle droghe sta inutilmente criminalizzando gran parte della popolazione europea. E finanzia i veri criminali. E il consumo di droghe continua a crescere incontrollato. Dev’esserci un’altra via.

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In un’epoca in cui il problema delle droghe non rispetta le frontiere internazionali è sempre più chiaro che l’Ue deve trovare un maggior coordinamento. L’Europa ha bisogno di una risposta alla questione cruciale del dibattito sulle droghe: dovremmo continuare a proibire la produzione e la distribuzione di droghe, o sarebbe forse meglio accettare che la guerra agli stupefacenti è stata persa ed istituire così una cornice legale per il mercato delle droghe? L’Europa offre l’opportunità di mettere a confronto diverse politiche in materia di droga nella speranza di trovare una risposta a tale quesito. C’è un’enorme distanza tra l’approccio tollerante delle autorità olandesi e la politica della tolleranza zero di Svezia e Francia. Grazie ai dati annuali dell’Emcdaa (Centro Europeo per il Monitoraggio sulle Droghe e l’Abuso di Droga) è possibile paragonare l’impatto di queste politiche sull’uso delle sostanze stupefacenti.

And the winner is...

Bene, ecco la conclusione sorprendente: non sussiste una connessione chiara tra le politiche sulle droghe ed il loro abuso. Nei paesi che hanno adottato politiche liberali non vi è consumo maggiore di quelli che hanno invece posto in essere politiche restrittive. Al contrario: in una rassegna dell’Emcdaa, svolta in 27 paesi europei nel 2003, è stato rilevato che la percezione di disponibilità della cannabis tra ragazzi di 15-16 anni (ad esempio se ritengono abbastanza semplice procurarsi cannabis nelle vicinanze della loro abitazione o scuola) in Olanda, dove agli adulti ne è consentito l’acquisto, è più bassa che in altri 9 paesi dell’Ue, in cui la vendita di cannabis è completamente vietata. Le politiche basate sull’accettazione dell’uso di droghe, come prima condizione per cominciare a ridurre o evitare i problemi ad esse correlati, hanno avuto risultati positivi per la salute e sicurezza pubbliche. In molte città europee la distribuzione di aghi sterili ha ridotto la diffusione del virus dell’Hiv, la distribuzione controllata di eroina ha aiutato i consumatori di sostanze stupefacenti a ristabilizzare le loro vite e l’esistenza di coffee shop (in 100 città olandesi) ha ridotto criminalità e disagio sociale associate ai luoghi in cui era possibile acquistare illegalmente cannabis.

Il costo del proibizionismo

La maggior parte dei problemi solitamente legati alle droghe è causata però dalla loro illegalità. Il contesto illegale in cui le droghe sono prodotte, vendute e consumate comporta prezzi alti, bassa qualità ed altri fenomeni che influenzano negativamente la vita e dei produttori e dei consumatori. Allo stesso tempo, genera un’industria criminale con un fatturato annuo, secondo i dati dell’UN, di circa 300-400 miliardi di euro - cioè 10000 euro al secondo - che possono esser investiti in altre attività criminali o sovversive, come il terrorismo. Intanto, la spesa pubblica per la guerra alla droga (i costi dell’apparato legale che regge il divieto delle droghe) nella sola Ue ammonta a circa 6,5 miliardi di euro l’anno. L’impatto dell’applicazione delle leggi sulle potenzialità dei trafficanti illegali di droga è irrilevante: per rendere il commercio poco attraente le operazioni di polizia dovrebbero confiscare il 75% della quantità totale. In Europa questa percentuale non ha mai superato il 15%. Un numero sempre maggiore di esperti indipendenti ed altri cittadini legati al campo delle droghe in Europa sono convinti che le politiche attuali sono superate, controproducenti ed inadatte. E ritengono che la legalizzazione delle droghe ridurrebbe i problemi e porterebbe grandi benefici. Alcuni di loro riuniti nella Coalizione Europea per le Politiche sulle Droghe Giuste ed Efficaci - l’Encod - hanno lavorato a scenari post legalizzazione che potrebbero essere applicati all’Europa di oggi. Probabilmente ciò dovrebbe prima interessare la cannabis ed altre droghe considerate leggere, e in un stadio successivo le droghe pesanti.

Uno scenario possibile

La coltivazione di piante come la cannabis per uso personale potrebbe essere resa completamente legale per gli adulti. Quanto alla coltivazione a scopo di lucro, le licenze potrebbero essere concesse ad associazioni che dovrebbero produrre esclusivamente la quantità sufficiente al consumo personale dei suoi membri, in modo da non produrre profitti eccessivi. Inoltre l’associazione potrebbe aprire un bar o caffé dove potrebbero essere acquistate piccole dosi, come succede nei coffe shop olandesi. La produzione di droghe chimiche o sintetiche potrebbe essere effettuata da imprese private, che sarebbero controllate da rappresentanti di associazioni sociali, esperti sanitari, ricercatori e autorità locali e nazionali. Ciò assicurerebbe un buon procedimento produttivo, un commercio equo e limiterebbe l’espandersi del mercato illegale. L’organizzazione dell’accesso degli adulti alle droghe sintetiche o chimiche potrebbe essere organizzato in vari modi. Una possibilità è la distribuzione mediante ricetta, tramite farmacia o centri medici specializzati. Se qualcuno desidera consumare droghe più frequentemente di quanto consentito dalla legge, lui/lei può ottenere queste ricette da un medico. L’altra possibilità potrebbe essere quella di creare club simili ai casinò, dove gli adulti andrebbero per consumare droghe. In ogni caso, tali modelli dovrebbero essere introdotti gradualmente, in modo che ogni evoluzione negativa, che accadrebbe senza dubbio,potrebbe essere contrastata in maniera responsabile. La legalizzazione delle droghe porterebbe ad una maggiore trasparenza nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nel controllo del prezzo e della qualità ed un tipo di consumatore più sano. Si ridurrebbe decisamente il coinvolgimento delle organizzazioni criminali, sebbene resterebbe comunque probabilmente un mercato illegale delle droghe. Ma sarebbe molto più ristretto di quello attuale.

Prospettive per il futuro

Gli oppositori della legalizzazione sostengono con veemenza che il consumo di droghe crescerebbe se fossero legali. I dati dell’Olanda, dove la cannabis è stata quasi legalizzata da trent’anni, dimostrano che anche l’opposto può essere vero. Altri ritengono che i criminali che in precedenza fossero coinvolti nel commercio della droga semplicemente si dirigerebbero verso i nuovi mercati. Che questo sia vero o no, non può essere usato come argomento contro la legalizzazione e i grandi benefici che essa comporterebbe.

Anche considerando realistici questi scenari o una combinazione di essi, potrebbero questi diventare reali in Europa, diciamo, nei prossimi cinque anni?La risposta dipende da quanto democraticamente le politiche sulla droga verranno scelte. Fino ad ora le autorità dell’Ue sono riuscite ad evitare un dibattito aperto e pubblico sul tema. In ogni caso se un giorno questo dibattito inizierà è difficile che esso sfoci nella legalizzazione delle droghe in Europa...

Joep Oomen - Amsterdam - 3.7.2006 | Traduzione: Vega Iodice

I quatro pilastri per riformare la legge sugli stupefacenti

Modello europeo per l’arginatura del mercato della canapa indiana

  • The war on drugs is needlessly criminalising a large sector of the European population and providing an income to criminals. Meanwhile, drug consumption continues to grow unchecked. There must be another way
  • La lutte contre la drogue est en train de criminaliser inutilement un secteur considérable de la population européenne, tout en fournissant une source importante de revenus aux criminels. Pendant ce temps, la consommation ne cesse d'augmenter.
  • Der Drogenkrieg kriminalisiert eine große Gruppe der europäischen Bevölkerung und verschafft Kriminellen ein Einkommen. Die Legalisierung könnte Abhilfe schaffen.
Articoli modificato mercoledì 12 luglio 2006 00:19, Data di pubblicazione mercoledì 12 luglio 2006 00:16

Articolo precedente :

UE: Droga, parliamone

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