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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Un’associazione crea la prima banca di marijuana terapeutica in Spagna

Metterà in contatto malati e coltivatori attraverso internet
www.Antiprobizionisti.it - Tratto da Diario de Noticias de Álava del 23 ottobre 2006

I produttori cederanno gratuitamente parte del raccolto

di Axier Burdain

Traduzione a cura di Andrea Turchetti

VITORIA, 23 ottobre 2006 - Una associazione senza scopo di lucro e pensata con l’unico obiettivo di migliorare la qualità di vita dei malati è in procinto di essere presentata pubblicamente. Si tratta della prima banca per la marijuana terapeutica nel paese, e sebbene opererà dal vasto spazio di internet, la sua gestazione parte da Álava (provincia dei Paesi Baschi, ndT), e più precisamente dall’associazione “Amici di Maria”di Vitoria (capoluogo della provincia, e capitale della Comunità Autonoma dei Paesi Baschi, ndT), un’organizzazione che ha collaborato a stretto contatto con varie associazioni nazionali che lottano per la legalizzazione della cannabis.

L’iniziativa, battezzata come Farmacia della Cannabis, prima di tutto cerca di fornire informazioni a quei pazienti che possono trarre beneficio dalle qualità offerte dal Thc o tetraidrocannabinolo, il principio attivo della marijuana. Oltre a promuovere l’autocoltivazione della canapa fra coloro che possono utilizzare la pianta come medicina naturale, i gestori di questa banca disporranno una lista di pazienti e di altri coltivatori che doneranno gratuitamente parte della loro produzione per mitigare il dolore altrui.

L’idea consiste nel mettere i primi in contatto con coloro che si offrono per dare una mano al momento di alleviare le loro sofferenze. La banca non dispone di marijuana, non la fornisce e non la trasporta. Si tratta di uno scambio umanitario di informazioni alla ricerca di una vita migliore. Malati di cancro, aids, glaucoma, asma o sclerosi, fra le tante altre patologie, possono mitigare le loro sintomatologie se utilizzano marijuana sotto controllo medico.

Nello specifico questa è una delle caratteristiche che contraddistinguono questa innovativa iniziativa radicata in Álava: la supervisione di specialisti in qualsiasi momento. Paco, portavoce dell’associazione “Amici di Maria”, spiega che hanno attivato meccanismi per evitare possibili raggiri al momento di entrare a far parte di questa iniziativa. “In primo luogo, facciamo un breve colloquio con gli interessati, per provare se effettivamente siano malati che possono rientrare nelle finalità per le quali il programma è stato avviato. In seguito un medico effettua una visita e valuta se nel loro caso specifico sia consigliato l’uso di marijuana, con quali dosaggi e in quale maniera debba essere somministrata”, sottolinea.

Esistono poi procedure per evitare che qualcuno tragga benefici economici dall’iniziativa. “I coltivatori cedono gratuitamente parte delle loro piante e aumenteremo al massimo le misure per impedire che non si produca alcun tipo di vendita. L’obiettivo principale di tutto il programma è l’altruismo e lo difenderemo a tutti i costi”, annota il portavoce dell’associazione.

Ogni settimana si recano alla sede di “Amici di Maria”, situata nel cuore del centro storico di Vitoria, due o tre persone che cercano nella marijuana un sollievo al dolore cronico di cui soffrono. In un’alta percentuale dei casi ciò che cercano è informazione, poiché già dispongono delle loro dosi, preventivamente acquistate al mercato nero cittadino al prezzo di 3 euro al grammo. “Quello che non si può permettere è che, come è accaduto l’altro giorno, una signora anziana mi chiami al telefono chiedendo aiuto, di notte, spaventata perché sua sorella malata di cancro aveva mangiato una cima di marijuana troppo grande e aveva paura a chiamare la Polizia. Non sapeva che la dose che aveva ingerito era troppo abbondante, che sarebbe bastato un po’ di zucchero per superare la difficoltà e che ciò che stava facendo non era assolutamente illegale. Non possiamo continuare a tollerare questa situazione di disinformazione e di panico”, spiega indignato Paco.

La visita alla sede di “Amici di Maria” non assicura nemmeno un uso libero della pianta. “L’altro giorno il nostro medico ha sconsigliato di consumare marijuana a un malato di glaucoma perché la malattia era in uno stato troppo avanzato, così come l’età, la quale rappresentava un ostacolo troppo serio”, dice il portavoce dell’associazione.

Quanto alle conseguenze della loro iniziativa, Paco assicura di averle chiare: “Non abbiamo timori poiché siamo convinti che quello che facciamo sia positivo e aiuti la gente. La legge è buona solo se è giusta, e in questo caso non lo è”, afferma.

Data di pubblicazione venerdì 17 novembre 2006 00:03

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