Agrandir la taille le texteTaille normale du texteDiminuer la taille du texte

Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

la strada verso vienna passa per bologna

FINALMENTE DELLE BUONE NOTIZIE

LA MANIFESTAZIONE ANTIPROIBIZIONISTA DI SABATO 11 NOVEMBRE A BOLOGNA E’ STATA FINALMENTE AUTORIZZATA DOPO ESTENUANTI TRATTATIVE CHE HANNO DIMOSTRATO ANCORA UNA VOLTA COME LE AUTORITA’ PROIBIZIONISTE ABBIANO PAURA DELLA LORO STESSA OMBRA!

SONO TANTI I CONTENUTI DELLA NOSTRA BATTAGLIA COME SI INTUISCE DAI TESTI CHE VI PROPONIAMO. CI SCUSIAMO PER LA LORO PROLISSITA’ MA IL MOVIMENTO DI MASSA ANTIPROIBIZIONISTA RIGUARDA LA TUA VITA . LEGGI, INFORMATI, LOTTA E DIVERTITI!

Movimento di massa antiprobizionista, Bologna

Siamo di ritorno dal Parlamento Europeo di Bruxelles dove si è aperta finalmente una fase di dibattito e di mobilitazioni antiproibizioniste a livello continentale a cui hanno partecipato amministratori locali e nazionali, consumatori ed un’ampia rappresentanza del movimento antiproibizionista di tutta Europa.

Lunedì 6 e martedì 7 novembre l’ incontro promosso da Encod, il coordinamento europeo per una politica efficace e giusta sulle droghe, ha rappresentato un successo per la delegazione italiana . “La strada per Vienna” è il titolo di questa riunione con consumatori militanti ed esperti di tutta Europa e delle Americhe.
- La “strada per Vienna” , è una proposta lanciata dai movimenti dei consumatori ai movimenti sociali di tutta la terra di presenziare in massa alla seduta straordinaria dell’ONU a Vienna nel marzo 2008 che dovrebbe riesaminare le politiche sulle droghe dieci anni dopo l’UNGASS di New York del 1998. Allora, l’italiano Pino Arlacchi, direttore dell’Ufficio Antidroga dell’ Onu, lanciò la farneticante promessa : “ un mondo senza droghe è possibile” con la prospettiva di eliminare entro il 2008 le coltivazioni illecite di canapa,coca e papavero sonnifero .
- Nonostante i fallimenti, il proibizionismo continua a sopravvive a sé stesso in quanto “sistema basato sulla tradizione” , un modello parareligioso reso ancora più intricato dall’assioma “proibito uguale proibito” indurito dalla Convenzione Unica di Vienna.

Le giornate di dibattito e di confronto di Bruxelles hanno portato il caso italiano e bolognese all’attenzione delle istanze più alte del movimento e di importanti settori dei coltivatori e delle istituzioni europee. Con la presentazione di un promemoria sul caso L 57 e con la proposta di internazionalizzare la condizione del nostro paese , fanalino di coda assieme alla Bulgaria delle politiche della riduzione del danno, la delegazione bolognese ha rilevato una convergenza assoluta con il movimento antiproibizionista mondiale. Con l’aiuto di tanti amministratori, sindaci, parlamentari e in particolare di almeno una parte dei consumatori europei, vogliamo muovere una forza potenziale di 50 milioni di persone che vivono in Europa e che sono costrette all’illegalità. Le prossime manifestazioni nazionali e internazionali che si svolgeranno in Italia e in Europa sono finalizzate alla costruzione di una società aperta e libera dal proibizionismo.

LA STRADA VERSO VIENNA 2008

DICHIARAZIONE

Il 7 novembre 2006, alla Conferenza “La strada verso Vienna 2008” che si è svolta nel Parlamento europeo a Bruxelles, la seguente dichiarazione è stata concordata con l’appoggio di membri del Parlamento Europeo aderenti a due gruppi politici (GUE/NGL e Verdi), dei rappresentanti di oltre 50 organizzazioni non governative e di autorità locali e regionali presenti all’ interno e all’esterno dell’Europa:

Le politiche sulle droghe in Europa dovrebbero essere indirizzate alla riduzione e non all’aumento del danno. Un sistema nel quale le droghe sono illegali genera un circolo di conflitti armati, diffusione di malattie, repressione di popolazioni e di singoli cittadini, crimine organizzato, riciclaggio del denaro, violazioni di diritti umani fondamentali e distruzione ecologica.

Dal 1998, l’anno in cui la Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGASS) a New York proclamò il lancio di una strategia globale per liberare il mondo dalla droga entro il 2008, le politiche basate su questo presupposto si sono dimostrate fallimentari nella pratica quotidiana dei cittadini e degli agricoltori che vivono nelle aree di produzione della coca e dell’oppio in Sudamerica e in Asia, nelle prigioni, nelle discoteche, nei coffeeshop, nelle stanze del consumo ma anche fin dentro le istituzioni.

Per questi motivi, c’è bisogno di una diversa politica sulle droghe. Le future politiche sulle droghe in Europa dovrebbero essere basate su un approccio che va dal basso verso l’alto. Assumendo la realtà come base per le politiche sulle droghe, si possono sfidare ed evitare gli approcci pregiudiziali e controproducenti.

Oggi in Europa , la riduzione del danno è abbracciata da molte autorità locali e regionali come un programma efficace per affrontare i problemi sanitari più urgenti relativi all’uso di droghe. Tuttavia, la riduzione del danno non è stata ancora riconosciuta come uno degli elementi fondamentali della politica sulle droghe. Ancora adesso l’ applicazione di molte opzioni di riduzione del danno é messa in pericolo dalle legislazioni nazionali e bloccata dal quadro di riferimento legislativo internazionale ( cioè le Convenzioni sulle droghe delle Nazioni Unite)

P.S.

enrico.fletzer chez fastwebnet.it

Articoli modificato domenica 28 gennaio 2007 17:36, Data di pubblicazione domenica 12 novembre 2006 00:00

http://www.cannabis-helvetica.ch
http://www.swisshempshop.com